GATTO: FORL e gengivite-stomatite cronica

Nel gatto non esistono le carie, ma abbiamo un esito molto simile, quando l’animale soffre di FORL. Questa sigla significa lesione da riassorbimento odontoclastico dei felini. Il risultato è simile, ma diversa è la causa scatenante.

A differenza della carie del cane, che è innescata dalla demineralizzazione dello smalto e dal successivo attacco dei batteri, questa è una patologia a causa ancora sconosciuta. Provoca il riassorbimento del dente, della corona o della radice o di entrambe da parte degli odontoclasti che sono delle cellule proprie dell’animale. Considerando il piccolo spessore di un dente di gatto, molto velocemente viene raggiunta la polpa. Per questo è una patologia molto dolorosa per l’animale. Inoltre la gengiva intorno al dente prolifera e copre la lesione rendendo difficile la sua identificazione. Per curare questa malattia non si può effettuare una otturazione, perché non fermerebbe il progredire del riassorbimento. E’ necessaria quindi l’avulsione dei denti colpiti.



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FORL a carico di un premolare inferiore Dente con FORL

Altra patologia che può colpire il gatto è la gengivite-stomatite cronica felina (FCGS). E’ forse la patologia orale più dolorosa del gatto. L’animale si avvicina al cibo, lo afferra e subito dopo si lamenta e lo lascia cadere. Consideriamo la grande capacità che hanno gli animali di convivere con il dolore cronico, infatti non si lamentano mai, il fatto che questi soggetti non riescano neanche ad alimentarsi correttamente e a volte addirittura emettano delle grida afferrando il cibo, può dare l’idea del dolore che provano.



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FCGS Altro gatto un anno dopo l’estrazione

La causa di questa malattia è tuttora sconosciuta. I molti protocolli terapeutici per curarla sono risultati insoddisfacenti e comunque solo temporanei. La terapia che ad oggi ha dato i migliori risultati è l’avulsione completa degli elementi dentali. Inizialmente si estraggono i molari e premolari e con questo intervento circa il 90% dei soggetti ritorna alla normalità. Se questo non è sufficiente, in un secondo tempo, si estraggono anche i canini e gli incisivi. I denti devono essere estratti completamente, infatti se rimane anche un piccolo frammento di radice la patologia non regredisce. Nonostante tutte le procedure corrette una piccola percentuale (5% circa) di soggetti non ha miglioramento. Solitamente sono soggetti positivi al virus della leucemia felina (FeLV) o al virus della immunodeficienza felina (FIV), anche se alcuni soggetti positivi possono avere beneficio e alcuni soggetti che non migliorano possono essere negativi ai virus.

 

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